Forbidden

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Richard Serra è sicuramente uno dei miei artisti viventi preferiti e poter vedere e toccare ancora una volta le sue lastre d’acciaio mi ha nuovamente emozionato. Imponenti lastre d’acciaio lasciate color acciaio, che mi fanno immaginare le macchine che le hanno laminate, le gru che le hanno posate, gli operai che vi hanno sudato nella produzione e durante l’odissea del loro trasporto, non parliamo poi della loro posa… Sicuramente delle giornate diverse dalla solita routine da altoforno. Un pensiero corre verso quell’operaio morto, negli ’70, schiacciato da una scultura dell’artista durante la sua posa e sicuramente anche al suo collega che perse una gamba in un altro incidente in situazioni similari. Morti sul lavoro, morti sul lavoro dell’arte…

Serra normalmente crea opere che abitano nello spazio pubblico, donando “un tocco all’ambiente” come direbbe Jeffrey Lebowski alias Drugo. Ma a Bilbao la sua opera immane “The matter of time” sponsorizzata del gigante globale dell’acciaio Mittal e rinchiusa nella grande pancia del titanico Guggeheim basco è un opera privata… 16 Euro di biglietto per circa 1 milione di visitatori l’anno e un pretenzioso divieto di scattare fotografie, spiegatelo ai maniaci del selfie.

“No photos” minaccia il guardiano, che qui non si annoia, nello stanzone gioca a nascondino tra le lastre, gli spazi aiutato dagli occhi elettronici istallati dappertutto.

“La ammetto volevo rubare un paio di lastre, ma alla biglietteria mi hanno fatto storie per entrare con la mia autogrù e il resto del convoglio eccezionale.”

Queste mie immagini voglio solo essere un tentativo di elogio dell’opera di Serra, una critica al sistema economico dell’arte e sopratutto un sostegno alla lotta dei lavoratori precari in sciopero contro la macchina economica del Titanico museo.

Volantino della protesta dei lavoratori precari del Guggenheim Museum. Bilbao, Paesi Baschi, Spagna, 2016.

Volantino della protesta dei lavoratori precari del Guggenheim Museum. Bilbao, Paesi Baschi, Spagna, 2016.

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